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Venerdì, 14 Maggio, abbiamo di fatto aperto i lavori del “GdL: Politiche Agricole e Ambientali” con un evento incentrato sul DDL che interviene in materia di illeciti agroalimentari.
Insieme alla Deputata cinquestelle Elisa Scutellà (relatrice del del ddl) e con il prezioso contributo di esperti nel settore quali Anne Marjatta Heliste, Presidente AIAB-Umbria; Sabrina Giommini, Direzione AIAB-Umbria; Giovanni Ficola, Dottore Agronomo; abbiamo ragionato sui dettagli e l’incidenza di tale proposta a tutela delle nostre imprese e del Made in Italy.
Il falso Made in Italy, conti alla mano, costa al nostro Paese 100 miliardi di euro all’anno, potremmo dire un “furto di identità” che lede la reputazione del nostro Paese, inganna i consumatori e arreca danno ai produttori italiani.

Il cibo diventa, pertanto, un patrimonio da proteggere e valorizzare, tale concetto si presta ad essere la chiave d’interpretazione del disegno di legge in questione, teso a rafforzare il sistema di protezione contro illeciti grazie a norme e sanzioni più rigorose.

L’introduzione del reato di disastro sanitario, nell’ottica della tutela del cibo come salvaguardia della salute e nuove forme di reato atte punire e prevenire i fenomeni dell’agropirateria del falso Made in Italy costituiscono un segnale chiaro e decisivo. Nel settore si sta operando massimizzando la protezione dalle frodi nel commercio di prodotti alimentari proteggendo in modo più efficace le nostre indicazioni geografiche, i nostri marchi, scongiurando la concorrenza sleale. Nello specifico, per rinforzare le sanzioni, sono previste anche una serie di misure accessorie come ad esempio la chiusura coattiva dell’attività, l’interdizione a rivestire ruoli direttivi nelle imprese, la previsione di divieti ed accessi a contributi pubblici, la revoca di autorizzazioni e infine la pubblicità della condanna.

Pertanto, contrastare le agromafie e i loro affari miliardari; ostacolare le frodi agroalimentari e garantire il diritto alla salute e alla sicurezza dei cittadini costituiscono i principi fondanti di tale riforma.

Il dibattito è stato arricchito dagli interventi dei presenti che hanno posto l’attenzione su tematiche altrettanto rilevanti quali la puntualità e la veridicità della certificazioni “bio”, l’applicabilità della normativa europea, l’importanza di incentivare i progetti dei giovani produttori che mostrano una spiccata sensibilità verso il tema del biologico. Quest’ultimo, infatti, negli ultimi otto anni ha fatto registrare una crescita del 76% delle superfici coltivate e del 66% delle aziende. Diventando, così, un comparto sempre più centrale dell’agroalimentare e per l’economia del nostro Paese.

Come “GdL: politiche agricole e ambientali” continueremo a discorrere sul tema attraverso il costante confronto con le realtà impegnate nel settore, con i cittadini, con i Portavoce, attraverso altri eventi sul tema che ci aiuteranno ad entrare nei meandri di un tema così vasto ed articolato che affianca al tema della produttività anche questioni inerenti la Legalità e lo sviluppo territoriale.

L’appuntamento, per il secondo incontro, è Venerdì 21 Maggio. Nei prossimi giorni pubblicheremo i dettagli.

Hanno partecipato:
1) Elisa Scutellà
2) Heliste Anne Marjatte
3) Sabrina Giommini
4) Vanni Ficola
5) Valentina Pastena
6) Nicola Santoianni
7) Giuseppe Nunziato Belcastro
8) Massimo Passarelli
9) Domenico Augliera
10) Antonio Catalano
11) Carmine Filiberti
12) Claudia Aversa
13) Marco Panetta
14) Ivano Alfarone
15) Maria Carmela Ripolo
16) Stefano Palmisano
17) Francesco Muià
18) Prospero Rossi
19) Giovanni Viglianisi
20) Giuditta Marasco
21) Giuseppe Minervini
22) Aldo Barreca
23) Giuseppe Campanella
24) Maria Laface
25) Riccardo Agostino
26) Maristella La Manna
27) Nicola Abbia
28) Patrizia Quattrocchi
29) Teresa Sicoli
30) Armando Sicoli

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